Volontariato e sostegno ai bambini più fragili: sono queste le parole chiave che meglio raccontano l’esperienza che Massimiliano ha vissuto dal 7 al 21 gennaio 2026 presso l’orfanotrofio di Ayamè, in Costa d’Avorio, come volontario World Medical Aid.
Lasciamo che racconti con le sue parole.
Due settimane intense, fatte di sorrisi e relazioni profonde, che hanno trasformato un progetto di volontariato in un’esperienza capace di lasciarmi un segno indelebile nel cuore. L’orfanotrofio in cui ho fatto servizio accoglie circa 40 bambini. La struttura, semplice e funzionale, è organizzata in più spazi: un giardino con area giochi, una struttura centrale con stanze per i più piccoli e locali di servizio, un edificio dedicato ai bambini più grandi, con area ricreativa e dormitorio; una pagoda aperta, dove vengono serviti i pasti. Nonostante il contesto di un Paese in via di sviluppo, gli ambienti sono puliti e ordinati, i letti sistemati con cura, gli oggetti personali riposti con attenzione. Il mio compito è stato quello di affiancare il personale locale nelle attività quotidiane.
L’équipe è composta da circa 30 persone, impegnate nella cura diretta ed anche nella cucina, nella lavanderia, nella pulizia e gestione della struttura. Un lavoro instancabile, guidato da Emilia, suora laica in Africa da oltre trent’anni, punto di riferimento per l’intera comunità.
La routine quotidiana serve a dare stabilità ai bambini: quelli tra i 4/5 e gli 11 anni frequentano la scuola a tempo pieno. L’istruzione è considerata uno strumento essenziale per costruire un futuro diverso. La domenica, i ragazzi più grandi partecipano autonomamente alle funzioni religiose. Un segno concreto di tolleranza religiosa e rispetto delle differenze. Tra i tanti volti incontrati, quello di Sara rimarrà per sempre nel mio cuore. Sara è una bambina affetta da palatoschisi e da una zoppia conseguente a un intervento all’anca che affronta ogni giornata con un sorriso disarmante. Non è definita dalla sua fragilità: è una leader naturale, seguita e amata dagli altri bambini. Nell’orfanotrofio le differenze non generano emarginazione, ma diventano occasione di solidarietà spontanea. Ed è proprio questo uno degli insegnamenti più potenti di questa esperienza di volontariato: i bambini, quando crescono in un ambiente sano, sanno accogliersi senza giudizio.
Scegliere un’esperienza di volontariato internazionale con World Medical Aid significa mettersi al servizio, ma anche lasciarsi trasformare. Ho trovato bambini curati, seguiti, nutriti e sereni. Ho trovato operatori presenti e amorevoli. Ho trovato una comunità che, pur nella semplicità, custodisce dignità e speranza. Questa missione mi ha insegnato che il vero aiuto non è fatto di gesti straordinari, ma di presenza costante, ascolto e responsabilità. Porto con me sorrisi, mani intrecciate, abbracci. E la certezza che tornerò ad Ayamè, per ritrovare quei bambini che mi hanno insegnato molto più di quanto io abbia potuto offrire loro.