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20-30 marzo 2026: missione in Costa d’Avorio

Missione in Costa d’Avorio: World Medical Aid porta cure laddove non esistono strutture sanitarie


In molte aree rurali della Costa d’Avorio, il concetto di “struttura sanitaria” è sconosciuto.

Villaggi interi vivono a ore di distanza dall’ospedale più vicino, senza ambulatori, senza personale medico, senza neppure le risorse di base per gestire un’emergenza. È in questi contesti che l’intervento di World Medical Aid assume un valore straordinario: portare assistenza qualificata direttamente sul territorio, raggiungendo chi altrimenti resterebbe fuori dal sistema sanitario locale.

L’esperienza maturata negli anni in Costa d’Avorio, con missioni regolari a Bonoua, Ayamé e in altri centri, ha permesso a World Medical Aid di sviluppare un approccio efficace. Il lavoro non si limita agli interventi chirurgici oftalmici, che pure hanno restituito la vista a centinaia di pazienti, ma si estende ad un assistenza sanitaria di prossimità che risponde ai bisogni quotidiani delle comunità.
L’infermiera Elena Concolato ed il medico Fernando Cataldo, che hanno raggiunto i villaggi più isolati in Costa d’Avorio, sono gli unici sanitari qualificati che in questi villaggi hanno svolto attività che in contesti sviluppati sono scontate, ma che qui possono fare la differenza.
La sfida più grande non è solo clinica, ma logistica. Raggiungere comunità prive di strade asfaltate, improvvisare soluzioni con risorse limitate richiede competenza, flessibilità e dedizione. World Medical Aid arriva equipaggiata non solo di strumentazione medica, ma anche della capacità di adattarsi a condizioni che metterebbero in difficoltà qualsiasi sistema sanitario convenzionale.

I numeri parlano chiaro: nelle missioni del 2025, medici, infermieri ed ortottisti hanno effettuato centinaia di visite specialistiche, decine di interventi chirurgici e hanno portato assistenza infermieristica qualificata. L’associazione ha inoltre contribuito all’allestimento di ambulatori permanenti, come quello oftalmologico, garantendo che l’impatto delle missioni si estenda oltre la presenza fisica dei volontari.

World Medical Aid continua a credere che la salute sia un diritto universale — e a lavorare perché lo diventi davvero, un villaggio alla volta.
World Medical Aid è alla ricerca di professionisti sanitari — infermieri, ortottisti, oculisti, medici — disposti a dedicare tempo e competenze a chi ne ha più bisogno.

Partecipare a una missione significa entrare in contatto diretto con realtà che cambiano la prospettiva sul proprio lavoro e sul valore della solidarietà internazionale.

Per informazioni su come partecipare o sostenere le future missioni, scrivere a info@worldmedicalaid.org

 

 

 

 


 

 


 

 

 

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Marzo 2026 – PROGRAMMA DELLE MISSIONI 2027

Oggi abbiamo il piacere di condividere il programma delle missioni dell’anno prossimo.

Per qualunque informazione, per partecipare alle nostre missioni, per sostenere World Medical Aid, potete scrivere all’indirizzo  𝕚𝕟𝕗𝕠@𝕨𝕠𝕣𝕝𝕕𝕞𝕖𝕕𝕚𝕔𝕒𝕝𝕒𝕚𝕕.𝕠𝕣𝕘


 

 


 

 

 

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Marzo 2026: PROGRAMMA DELLE MISSIONI 2026

Siamo felici di pubblicare e condividere il programma delle missioni dell’anno in corso.

Per qualunque informazione, per partecipare alle nostre missioni, per sostenere World Medical Aid, potete scrivere all’indirizzo  𝕚𝕟𝕗𝕠@𝕨𝕠𝕣𝕝𝕕𝕞𝕖𝕕𝕚𝕔𝕒𝕝𝕒𝕚𝕕.𝕠𝕣𝕘

 


 

 


 

 

 

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Marzo 2026: nuova missione sanitaria in Costa d’Avorio

Dall’11 al 20 marzo, la solidarietà approda in Costa d’Avorio

Tra pochi giorni, una equipe sanitaria formata dal dottor Mottola (oculista), dalle dottoresse Guenzi e Vasile (infermiere) e dalle dottoresse Picere e De Marco (ortottiste), partirà alla volta dell’ospedale di Ayamé con l’obiettivo di combattere la cecità evitabile e restituire l’autonomia ai moltissimi pazienti che si affideranno alle cure del team, attraverso la chirurgia della cataratta.
Per rispondere alla domanda di salute, l’equipe sanitaria italiana si dedicherà alle visite pre-operatorie, agli interventi chirurgici e ai controlli post-operatori, in modo gratuito e continuativo per tutti i dieci giorni di missione e per tutti coloro che hanno bisogno dell’intervento.
Il team lavorerà insieme a personale locale, garantendo un approccio multidisciplinare.

​Vedere di nuovo significa riacquistare la propria dignità e ritornare a far parte della propria comunità.

Per noi di World Medical Aid, ogni intervento è un aiuto verso una vita migliore. In Africa, l’accesso alle cure oculistiche è molto limitato, sia per i costi da sostenere (la sanità è privata) sia per le grandi distanze delle aree rurali dai centri abitati, che sono difficili da raggiungere anche da un punto di vista logistico. La missione sanitaria di World Medical Aid ad Ayamé si inserisce in un progetto a lungo termine volto a rispondere ai bisogni di salute della popolazione locale, portando tecnologie mediche e competenze dove il bisogno è più sentito.
​Il successo di queste missioni sanitarie dipende dal supporto di donatori e volontari.
Insieme, possiamo fare in modo che nessuno debba vivere nel buio per una malattia curabile.

Sostieni World Medical Aid

 


 

 


 

 

 

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Gennaio 2026: la storia di Massimiliano ad Ayamè

Volontariato e sostegno ai bambini più fragili: sono queste le parole chiave che meglio raccontano l’esperienza che Massimiliano ha vissuto dal 7 al 21 gennaio 2026 presso l’orfanotrofio di Ayamè, in Costa d’Avorio, come volontario World Medical Aid.

Lasciamo che racconti con le sue parole.

Due settimane intense, fatte di sorrisi e relazioni profonde, che hanno trasformato un progetto di volontariato in un’esperienza capace di lasciarmi un segno indelebile nel cuore. L’orfanotrofio in cui ho fatto servizio accoglie circa 40 bambini. La struttura, semplice e funzionale, è organizzata in più spazi: un giardino con area giochi, una struttura centrale con stanze per i più piccoli e locali di servizio, un edificio dedicato ai bambini più grandi, con area ricreativa e dormitorio; una pagoda aperta, dove vengono serviti i pasti. Nonostante il contesto di un Paese in via di sviluppo, gli ambienti sono puliti e ordinati, i letti sistemati con cura, gli oggetti personali riposti con attenzione. Il mio compito è stato quello di affiancare il personale locale nelle attività quotidiane. 

L’équipe è composta da circa 30 persone, impegnate nella cura diretta ed anche nella cucina, nella lavanderia, nella pulizia e gestione della struttura. Un lavoro instancabile, guidato da Emilia, suora laica in Africa da oltre trent’anni, punto di riferimento per l’intera comunità.

La routine quotidiana serve a dare stabilità ai bambini: quelli tra i 4/5 e gli 11 anni frequentano la scuola a tempo pieno. L’istruzione è considerata uno strumento essenziale per costruire un futuro diverso. La domenica, i ragazzi più grandi partecipano autonomamente alle funzioni religiose. Un segno concreto di tolleranza religiosa e rispetto delle differenze. Tra i tanti volti incontrati, quello di Sara rimarrà per sempre nel mio cuore. Sara è una bambina affetta da palatoschisi e da una zoppia conseguente a un intervento all’anca che affronta ogni giornata con un sorriso disarmante. Non è definita dalla sua fragilità: è una leader naturale, seguita e amata dagli altri bambini. Nell’orfanotrofio le differenze non generano emarginazione, ma diventano occasione di solidarietà spontanea. Ed è proprio questo uno degli insegnamenti più potenti di questa esperienza di volontariato: i bambini, quando crescono in un ambiente sano, sanno accogliersi senza giudizio.

Scegliere un’esperienza di volontariato internazionale con World Medical Aid significa mettersi al servizio, ma anche lasciarsi trasformare. Ho trovato bambini curati, seguiti, nutriti e sereni. Ho trovato operatori presenti e amorevoli. Ho trovato una comunità che, pur nella semplicità, custodisce dignità e speranza. Questa missione mi ha insegnato che il vero aiuto non è fatto di gesti straordinari, ma di presenza costante, ascolto e responsabilità. Porto con me sorrisi, mani intrecciate, abbracci. E la certezza che tornerò ad Ayamè, per ritrovare quei bambini che mi hanno insegnato molto più di quanto io abbia potuto offrire loro.


 

 


 

 

 

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Febbraio 2026: la storia di Norma, dalla Sardegna ad Ayamè

Ci sono storie di solidarietà che nascono in silenzio, lontano dai riflettori, ma che riescono a cambiare la vita di molte persone.
Quella di Norma è una di queste.

Norma è una signora sarda con una grande passione per il cucito e negli ultimi anni ha deciso di trasformare questa passione in un gesto concreto di aiuto. Oggi, infatti, cuce vestiti per i bambini dell’orfanotrofio di Ayamé, in Costa d’Avorio, inviandoli attraverso l’associazione World Medical Aid.

Un impegno semplice, ma straordinario.

Solidarietà concreta: abiti fatti a mano per i bambini in Africa

Norma realizza ogni capo con cura e attenzione, pensando ai bambini che lo riceveranno. Non si tratta solo di vestiti, ma di un modo per trasmettere affetto, dignità e speranza.

Gli abiti vengono spediti all’orfanotrofio grazie alla rete solidale di World Medical Aid, che porta a termine missioni sanitarie, accanto a progetti educativi e umanitari in Africa. In contesti difficili come quello della Costa d’Avorio, anche un vestito nuovo può fare la differenza: aiuta i bambini a sentirsi accolti, valorizzati e parte di una comunità.

Norma non si definisce una volontaria, né una benefattrice. Quando le chiedono perché lo fa, risponde con semplicità: “Perché posso aiutare.”

La sua storia dimostra che la solidarietà non richiede grandi risorse. Basta mettere a disposizione ciò che si sa fare. Il suo esempio rappresenta una forma di volontariato accessibile a tutti: usare il proprio talento per aiutare chi è in difficoltà. Norma è colei che unisce la Sardegna ad Ayamé, portando calore, cura e vicinanza.

Questa storia è anche un invito per chi desidera fare la propria parte. Ognuno può contribuire con tempo, competenze o donazioni. Anche un gesto piccolo può diventare grande quando nasce dal cuore.


 

 


 

 

 

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Gennaio 2026: a Kenge, (Congo) un nuovo ambulatorio oftalmologico

Un nuovo ambulatorio oftalmologico è oggi realtà presso l’ospedale di Kenge, nella Repubblica Democratica del Congo. Un progetto che nasce dal desiderio di garantire a centinaia di persone il diritto fondamentale alla salute visiva, in un contesto in cui, fino a poco tempo fa, non esisteva alcun presidio dedicato alla cura degli occhi.

Fondamentale è stato il contributo della Fondazione Bietti, che ha fornito gran parte della strumentazione necessaria, insieme alla presenza costante della Dott.ssa Chiara Castellani, da oltre 40 anni missionaria italiana in Congo e autentico orgoglio nazionale.

Grazie alla collaborazione con World Medical Aid, questo spazio è ora pienamente funzionante e rappresenta un punto di riferimento per la comunità locale. L’ambulatorio è stato dedicato alla memoria dell’amico dottor Maurizio Terrana, oculista scomparso prematuramente nel 2021, e continua a vivere nel segno della sua professionalità e del suo impegno per i più fragili.

Un ringraziamento speciale va anche agli amici oculisti Sebastiano Pazzaglia, Paolo Capriati, Daniela Ciatto, Patrizia Vincenti, Antonella Pascarella, Paolo Terrana e a tutti coloro che, con il loro sostegno, hanno reso possibile la realizzazione di questo importante progetto.

Insieme continuiamo a portare cure, dignità e speranza, là dove ce n’è più bisogno. 💙

Ottica Berruti – Ottica a Roma dal 1958


 

 

 

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Gennaio 2026: a Bonoua: 74 interventi di cataratta in una settimana

 

Nell’ultima settimana di gennaio 2025, a Bonoua, in Costa d’Avorio, World Medical Aid ha realizzato 74 interventi chirurgici di cataratta, restituendo la vista, ma anche autonomia e speranza, a uomini e donne di ogni età. La missione è iniziata con gli screening e le valutazioni preoperatorie, per proseguire con gli interventi chirurgici. In Africa, moltissime persone convivono con la perdita della vista, ma non hanno possibilità di accedere a cure specialistiche per ragioni economiche o logistiche. World Medical Aid assicura l’accesso a cure di qualità in collaborazione con personale sanitario locale. 

La cataratta: una cecità evitabile

La cataratta è una delle principali cause di cecità nel mondo, ma è anche una delle malattie più facilmente trattabili. L’intervento può ripristinare la vista; tuttavia, in molte aree dell’Africa occidentale, l’accesso alla chirurgia oftalmica resta limitato. Per questo motivo, iniziative come quella promossa da World Medical Aid assumono un valore strategico: non solo per il numero di interventi eseguiti, ma per l’impatto sociale che generano. Tornare a vedere significa poter tornare ad una vita piena.

Uno sguardo al futuro

Il 31 gennaio, al termine dell’ultima giornata operatoria, il bilancio parlava chiaro: 74 interventi completati con successo, nessuna complicanza significativa e una comunità profondamente grata. La missione di gennaio rappresenta un tassello di un impegno più ampio di World Medical Aid in Africa occidentale. L’obiettivo è tornare in Costa d’Avorio nei prossimi mesi per proseguire il programma di chirurgia oculistica e ampliare l’accesso alle cure. In una settimana, a Bonoua, la luce è tornata negli occhi di 74 persone. Ma il vero risultato è stato riaccendere la fiducia nel futuro di un’intera comunità.


 
 

Parlano di noi: Missione Umanitaria di Successo in Costa d’Avorio “40 Interventi in Una Settimana”

L’Associazione World Medical Aid e il Dottor Giuseppe Mangano portano speranza e guarigione in Africa

L’associazione World Medical Aid ha nuovamente dimostrato il suo impegno nel migliorare le condizioni di vita e di salute in Africa attraverso una recente missione umanitaria in Costa d’Avorio, guidata dall’oculista torinese, il Dottor Giuseppe Mangano. Dal 10 al 17 marzo, il team di volontari ha portato le sue competenze nella città di Ayamè, realizzando un’impressionante serie di interventi chirurgici e visite specialistiche.

La missione di quest’anno ha segnato un importante ritorno per il Dottor Mangano e il suo team, che per il secondo anno consecutivo hanno affrontato le sfide e le necessità mediche della regione. In soli sette giorni, sono stati completati 40 interventi di cataratta e 10 di chirurgia palpebrale, oltre a numerose visite specialistiche, affrontando così una delle principali cause di cecità nel mondo.

La difficoltà di accesso alle cure mediche in Costa d’Avorio rende il lavoro di World Medical Aid non solo necessario ma vitale. “Operare in condizioni avanzate di ipovedenza, se non di cecità completa, ha reso questa esperienza umanamente arricchente e toccante,” ha dichiarato il Dottor Mangano.

Il team, composto dal Dottor Mangano, un altro oculista, due assistenti e una strumentista di sala, provenienti da diverse parti d’Italia, ha lavorato senza sosta, accolti e supportati da un orfanotrofio locale gestito dall’italiana Emilia Massignan.

La gratitudine e l’emozione nel rivedere pazienti precedentemente operati, ora in grado di vedere, hanno ripagato la fatica e le lunghe giornate di lavoro. Questi momenti evidenziano l’impatto profondo e personale che la missione ha avuto su chi ha ricevuto aiuto e su chi l’ha fornito.

Il Dottor Mangano conferma il suo impegno per il futuro: “Poter contribuire ad aiutare chi ha bisogno in Paesi così poveri fa bene all’animo. Tornerò sicuramente in missione.”

Con il successo di questa missione, World Medical Aid rinnova il suo impegno verso la salute globale, evidenziando l’importanza della solidarietà internazionale e del volontariato nel portare cambiamenti significativi nelle comunità più bisognose.

Per maggiori informazioni su come sostenere o partecipare alle future missioni di World Medical Aid, visitate http://www.worldmedicalaid.it

Speranza e Guarigione: La Missione Oculistica di Bonoua 10-17 Marzo 2024

Mentre il mondo continua a tessere storie di resilienza e recupero, un gruppo di eroi silenziosi ha lasciato un’impronta indelebile sulla comunità di Bonoua, in Costa d’Avorio. In un’epoca segnata da sfide senza precedenti, una squadra composta da Claudio Traversi, chirurgo, Francesco Berruti, ortottista, Claudio Bondi e Orietta Sterrantino, e l’infermiera Elena Concolato, ha portato luce e speranza attraverso un’importante missione medica. Nel corso di questa iniziativa, 84 pazienti hanno ricevuto interventi chirurgici salvavita, mentre altri 80 hanno beneficiato di visite specialistiche approfondite.

Oltre la Vista: Cambiare Vite a Bonoua

Questa missione non è stata soltanto una questione di cifre; al centro di essa vi sono state storie di individui, ciascuno con le proprie speranze e paure. Tra i tanti, spicca la storia di un bambino affetto da strabismo, una condizione che non solo influisce sulla vista ma anche sull’autopercezione e l’interazione sociale. Grazie all’intervento tempestivo del team, questo giovane paziente ora guarda a un futuro in cui la sua vista è recuperata, promettendo una vita ricca di nuove opportunità e normalità.

Il Potere della Collaborazione e della Competenza

La sinergia tra chirurghi, ortottisti e personale infermieristico è stata fondamentale per il successo della missione, dimostrando come l’unione di competenze diverse possa portare a risultati straordinari.

Oltre agli interventi chirurgici, la missione ha avuto un forte focus sull’educazione dei pazienti e sulla prevenzione delle malattie oculari. Attraverso incontri informativi e visite specialistiche, il team ha lavorato per aumentare la consapevolezza sulle condizioni oculari e l’importanza dei controlli regolari, ponendo le basi per una comunità più sana e informata.

Uno Sguardo al Futuro

Gli sforzi a Bonoua non sono un episodio isolato ma parte di un impegno continuo per migliorare l’accesso alle cure oftalmologiche di qualità in tutto il mondo. Ogni paziente visitato e ogni intervento chirurgico rappresenta un passo verso la riduzione della cecità evitabile e l’empowerment delle comunità attraverso la salute visiva.

Il successo di questa missione è un tributo non solo alla dedizione e all’esperienza del team medico ma anche alla resilienza e alla fiducia della comunità di Bonoua. Un sincero ringraziamento va a tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa, dalla pianificazione all’esecuzione, e soprattutto ai pazienti, per la loro fiducia e coraggio.


Questa missione a Bonoua rimarrà un faro di speranza e un esempio dell’impatto trasformativo che l’assistenza sanitaria dedicata e compassionevole può avere sulle vite delle persone. Attraverso il lavoro di squadre come quella guidata da Claudio Traversi e compagni, continuiamo a testimoniare il potere della medicina di cambiare vite, una vista alla volta.