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I bambini festeggiano la fine dell’anno scolastico a Ketesso, ad Abidjian e a Bonoua, nelle scuole sostenute da World Medical aid

La fine dell’anno scolastico rappresenta sempre un momento speciale. È il tempo dei bilanci, dei traguardi raggiunti, dei sogni che iniziano a prendere forma. In Costa d’Avorio, però, questa ricorrenza assume un significato ancora più profondo grazie all’impegno di World Medical Aid e dei suoi sostenitori, che da anni investono nell’istruzione e nel benessere dei bambini.

Nelle scuole supportate la conclusione dell’anno scolastico si è trasformata in una vera e propria festa della speranza. Tra canti, danze, giochi e sorrisi, tanti bambini hanno celebrato non solo la fine delle lezioni, ma anche un percorso di crescita reso possibile dall’aiuto concreto ricevuto durante l’anno.

Per molti di loro, frequentare la scuola non è un privilegio scontato. Le difficoltà economiche, la mancanza di materiali didattici e le condizioni di vita spesso precarie rappresentano ostacoli quotidiani. È proprio in questo contesto che l’azione di World Medical Aid assume un valore straordinario: garantire ai bambini un ambiente educativo più sicuro, accogliente e capace di offrire opportunità reali per il futuro. Gli occhi pieni di gioia dei bambini raccontano molto più di qualsiasi discorso. Raccontano la soddisfazione per gli obiettivi raggiunti, la gratitudine per chi ha creduto in loro e la consapevolezza che l’istruzione può diventare la chiave per costruire una vita migliore.

Dietro queste immagini di festa si nasconde un messaggio potente: quando una comunità viene sostenuta, quando i bambini ricevono gli strumenti necessari per studiare e crescere, il cambiamento diventa possibile. World Medical Aid non si limita a fornire aiuti materiali; contribuisce a costruire fiducia, dignità e prospettive per il domani.

La festa per la fine dell’anno scolastico è la testimonianza concreta di come la solidarietà possa trasformarsi in opportunità e di come ogni bambino meriti la possibilità di imparare, sognare e guardare al futuro con speranza.



Per informazioni su come partecipare o sostenere le future missioni, scrivere a info@worldmedicalaid.org

 

  


 

 


 

 

 

 

 
 

Aprile 2026: quando la solidarietà si fa sentire, anche a migliaia di chilometri di distanza

Ogni gesto di solidarietà può trasformarsi in un’opportunità concreta per il futuro di un bambino

Siamo felici di condividere un nuovo importante risultato raggiunto grazie all’impegno di World Medical Aid e al supporto dei tanti sostenitori che credono nella nostra missione.

Abbiamo inviato 4.000 euro alla scuola di Ketesso, in Costa d’Avorio, una somma che permetterà l’acquisto di 40 nuovi banchi destinati agli alunni della scuola primaria.

Qualche tempo fa un violento nubifragio aveva semidistrutto l’edificio scolastico, mettendo a rischio il percorso educativo di centinaia di bambini. In una prima fase abbiamo contribuito alla ricostruzione del tetto, affinché la scuola potesse tornare ad accogliere gli studenti in un ambiente sicuro. Oggi, con questo nuovo intervento, aiutiamo a restituire dignità e funzionalità alle aule attraverso il rinnovo dell’arredo scolastico.

Un banco non è semplicemente un mobile: è il luogo dove si impara a leggere e a scrivere, dove si coltivano sogni, talenti e speranze. Per questi bambini significa poter studiare in condizioni migliori e guardare al futuro con maggiore fiducia.

Dietro questo risultato ci sono la generosità, la sensibilità e la fiducia di tutti i nostri sostenitori. È grazie a voi che possiamo trasformare la solidarietà in azioni concrete e durature.

A nome dei bambini, degli insegnanti e della comunità di Ketesso, grazie di cuore. Continuiamo insieme a costruire opportunità, istruzione e speranza, un progetto alla volta.



Per informazioni su come partecipare o sostenere le future missioni, scrivere a info@worldmedicalaid.org

 

  


 

 


 

 

 

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17 – 28 aprile 2026: giovanissimi, energie in crescita e nuove possibilità: il racconto dalla Costa d’Avorio

Intervista al dottor Vincenzo Meschini responsabile del settore giovani per World Medical Aid

Ogni nuova missione in Africa aiuta a comprendere davvero l’impatto dei progetti sostenuti da World Medical Aid: in questa ottica, il dottor Vincenzo Meschini si è recato in Costa d’Avorio per visitare alcune realtà supportate da World Medical Aid: scuole, orfanatrofi e strutture educative che offrono occasioni concrete a bambini che vivono in contesti complessi. Attraverso le sue parole emerge un racconto fatto di sfide, ma anche di energia, dedizione e speranza.

Dottor Meschini, qual è stata la sua prima impressione tornando in Africa?

L’Africa è il continente più giovane del mondo. Ogni volta che vengo in Africa, mi disorienta gradevolmente vedere tanti bambini e ragazzi. Non credo di esagerare dicendo che c’è la gioventù del mondo. Ovviamente è una energia che va accompagnata e sostenuta. Un proverbio africano dice che i giovani hanno forza e vitalità, ma gli anziani conoscono la strada. Credo che il proverbio valga per tutti i continenti. Solo con la collaborazione si può migliorare il mondo.

Qual è il ruolo di World Medical Aid in questo contesto?

World Medical Aid, oltre a tanti interventi di supporto sanitario, cerca di sostenere una rete di scuole e orfanatrofi, per favorire la crescita e l’istruzione dei bambini di Ayamè, Ketesso e Bonoua.

Durante la sua visita, quali realtà ha avuto modo di conoscere?

Durante la mia permanenza ho visitato tre sedi da noi sostenute in Costa d’Avorio:

  1. la scuola primaria di Ketesso, che è una località molto interna e rurale, nel mezzo della foresta subequatoriale;
  2. la pouponnière (orfanatrofio) di Ayamé, che è un luogo di possibilità, dato che vengono accolti, già da lattanti, bambini abbandonati a causa di storie tragiche;
  3. la scuola per l’infanzia “Les Petites Fleurs” di Bonoua, che costituisce una importante occasione di studiare per bambini poverissimi.

Partiamo dalla scuola primaria di Ketesso: cosa ha visto lì?

La scuola di Ketesso, diretta da padre Cyril,, si trova in un territorio interno rurale molto vasto ed è un punto di riferimento anche per i centri di Apousso e Sobrè. La zona di Ketesso è sprovvista di servizi pubblici e per molti bambini la scuola è l’unica occasione di istruzione. Ad oggi, la scuola primaria accoglie circa 85 bambini. Tuttavia, padre Cyril mi racconta che molti altri non riescono a frequentare perché vivono troppo lontano, non hanno i mezzi economici per iscriversi, oppure perché devono restare a casa per aiutare le famiglie. Nonostante questo, la scuola rappresenta un punto di riferimento importante per la comunità locale. La struttura è frequentata anche da molte famiglie musulmane. Di fatto, questa diventa un luogo importante di integrazione e collaborazione. Padre Cyril fa notare quanto sia forte il desiderio di offrire ai bambini un’opportunità di educazione, crescita e futuro. Anche piccoli interventi, come la ristrutturazione del tetto, possono fare una grande differenza. Il tetto della scuola è stato ristrutturato all’inizio di quest’anno scolastico (anche grazie al contributo dei sostenitori di WMA), perché lo scorso anno era stato distrutto da un violento nubifragio.

Ci racconta invece della pouponnière di Ayamé?

La Pouponnière di Ayamé è gestita da suor Emilia, una presenza fondamentale per questa realtà. Suora laica italiana, Emilia vive qui da molti anni e ha dedicato la sua vita ai bambini più fragili, costruendo nel tempo una rete di servizi per accoglierli e proteggerli. La struttura ospita attualmente 49 bambini. Alcuni di loro vivono stabilmente qui, mentre altri vengono accolti temporaneamente da famiglie del posto, che li prendono con sé insieme ai propri figli, offrendo loro un ambiente più familiare e affettuoso. La pouponnière non serve solo un quartiere, ma è riconosciuta come una delle realtà più rilevanti dell’intera nazione. I bambini in stato di abbandono sono inviati dai servizi sociali di ogni parte del Paese, e la struttura collabora con loro per favorire le soluzioni di adozione. Le spese sono enormi. Nella struttura lavorano circa 30 persone, tutte con contratto regolare. È stata garantita la presenza contemporanea di donne e uomini, per assicurare una esperienza genitoriale ai bambini. L’economa della pouponnière ci ha fornito dati sulla spesa per il cibo: nel 2025 hanno sostenuto una spesa media mensile di circa 2.700 euro, di cui 1.000 solo per acquistare il latte per i lattanti. La spesa giornaliera, a parte il latte (acquistato in farmacia) viene fatta spesso nei mercati locali. I bambini che crescono nella pouponnière frequentano le scuole locali, per una spesa annua nell’anno scolastico 2024 di circa 1.800 euro per le rette.

Infine, la scuola “Les Petites Fleurs” di Bonoua: che realtà è?

La scuola dell’infanzia “Les Petites Fleurs” ha un forte legame con il quartiere Chateau di Bonoua. Chateau è un quartiere povero, con famiglie in condizioni precarie. La gente vive grazie a piccoli lavori di commercio e nelle officine; gran parte degli abitanti è immigrato dai Paesi interni, come Burkina Faso e Togo. Sono evidenti le carenze nel prendersi cura dei bambini, e la scuola rappresenta una delle poche occasioni per una crescita sana. È stata realizzata anche una mensa per i bambini (anche grazie al sostegno di World Medical Aid): per molti di loro è l’unica occasione di avere un pasto regolare. La scuola ha assunto un rilievo educativo nel quartiere, il che permetterà a World Medical Aid di continuare a sostenere i bambini, anche nel loro percorso futuro di scuola primaria. 

Che riflessione finale si sente di condividere dopo questa esperienza?

Queste realtà mostrano quanto sia fondamentale un lavoro continuo, concreto e condiviso. L’energia dei più giovani è evidente, ma ha bisogno di essere accompagnata. Ed è proprio in questa collaborazione, tra chi ha forza e chi ha esperienza, tra contesti diversi del mondo, che si costruiscono le possibilità di un futuro migliore.




Per informazioni su come partecipare o sostenere le future missioni, scrivere a info@worldmedicalaid.org

 

 

 


 

 


 

 

 

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20-30 marzo 2026: missione in Costa d’Avorio

Missione in Costa d’Avorio: World Medical Aid porta cure laddove non esistono strutture sanitarie


In molte aree rurali della Costa d’Avorio, il concetto di “struttura sanitaria” è sconosciuto.

Villaggi interi vivono a ore di distanza dall’ospedale più vicino, senza ambulatori, senza personale medico, senza neppure le risorse di base per gestire un’emergenza. È in questi contesti che l’intervento di World Medical Aid assume un valore straordinario: portare assistenza qualificata direttamente sul territorio, raggiungendo chi altrimenti resterebbe fuori dal sistema sanitario locale.

L’esperienza maturata negli anni in Costa d’Avorio, con missioni regolari a Bonoua, Ayamé e in altri centri, ha permesso a World Medical Aid di sviluppare un approccio efficace. Il lavoro non si limita agli interventi chirurgici oftalmici, che pure hanno restituito la vista a centinaia di pazienti, ma si estende ad un assistenza sanitaria di prossimità che risponde ai bisogni quotidiani delle comunità.
L’infermiera Elena Concolato ed il medico Fernando Cataldo, che hanno raggiunto i villaggi più isolati in Costa d’Avorio, sono gli unici sanitari qualificati che in questi villaggi hanno svolto attività che in contesti sviluppati sono scontate, ma che qui possono fare la differenza.
La sfida più grande non è solo clinica, ma logistica. Raggiungere comunità prive di strade asfaltate, improvvisare soluzioni con risorse limitate richiede competenza, flessibilità e dedizione. World Medical Aid arriva equipaggiata non solo di strumentazione medica, ma anche della capacità di adattarsi a condizioni che metterebbero in difficoltà qualsiasi sistema sanitario convenzionale.

I numeri parlano chiaro: nelle missioni del 2025, medici, infermieri ed ortottisti hanno effettuato centinaia di visite specialistiche, decine di interventi chirurgici e hanno portato assistenza infermieristica qualificata. L’associazione ha inoltre contribuito all’allestimento di ambulatori permanenti, come quello oftalmologico, garantendo che l’impatto delle missioni si estenda oltre la presenza fisica dei volontari.

World Medical Aid continua a credere che la salute sia un diritto universale — e a lavorare perché lo diventi davvero, un villaggio alla volta.
World Medical Aid è alla ricerca di professionisti sanitari — infermieri, ortottisti, oculisti, medici — disposti a dedicare tempo e competenze a chi ne ha più bisogno.

Partecipare a una missione significa entrare in contatto diretto con realtà che cambiano la prospettiva sul proprio lavoro e sul valore della solidarietà internazionale.

Per informazioni su come partecipare o sostenere le future missioni, scrivere a info@worldmedicalaid.org

 

 

 

 


 

 


 

 

 

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Marzo 2026 – PROGRAMMA DELLE MISSIONI 2027

Oggi abbiamo il piacere di condividere il programma delle missioni dell’anno prossimo.

Per qualunque informazione, per partecipare alle nostre missioni, per sostenere World Medical Aid, potete scrivere all’indirizzo  𝕚𝕟𝕗𝕠@𝕨𝕠𝕣𝕝𝕕𝕞𝕖𝕕𝕚𝕔𝕒𝕝𝕒𝕚𝕕.𝕠𝕣𝕘


 

 


 

 

 

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Marzo 2026: PROGRAMMA DELLE MISSIONI 2026

Siamo felici di pubblicare e condividere il programma delle missioni dell’anno in corso.

Per qualunque informazione, per partecipare alle nostre missioni, per sostenere World Medical Aid, potete scrivere all’indirizzo  𝕚𝕟𝕗𝕠@𝕨𝕠𝕣𝕝𝕕𝕞𝕖𝕕𝕚𝕔𝕒𝕝𝕒𝕚𝕕.𝕠𝕣𝕘

 


 

 


 

 

 

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Marzo 2026: nuova missione sanitaria in Costa d’Avorio

Dall’11 al 20 marzo, la solidarietà approda in Costa d’Avorio

Tra pochi giorni, una equipe sanitaria formata dal dottor Mottola (oculista), dalle dottoresse Guenzi e Vasile (infermiere) e dalle dottoresse Picere e De Marco (ortottiste), partirà alla volta dell’ospedale di Ayamé con l’obiettivo di combattere la cecità evitabile e restituire l’autonomia ai moltissimi pazienti che si affideranno alle cure del team, attraverso la chirurgia della cataratta.
Per rispondere alla domanda di salute, l’equipe sanitaria italiana si dedicherà alle visite pre-operatorie, agli interventi chirurgici e ai controlli post-operatori, in modo gratuito e continuativo per tutti i dieci giorni di missione e per tutti coloro che hanno bisogno dell’intervento.
Il team lavorerà insieme a personale locale, garantendo un approccio multidisciplinare.

​Vedere di nuovo significa riacquistare la propria dignità e ritornare a far parte della propria comunità.

Per noi di World Medical Aid, ogni intervento è un aiuto verso una vita migliore. In Africa, l’accesso alle cure oculistiche è molto limitato, sia per i costi da sostenere (la sanità è privata) sia per le grandi distanze delle aree rurali dai centri abitati, che sono difficili da raggiungere anche da un punto di vista logistico. La missione sanitaria di World Medical Aid ad Ayamé si inserisce in un progetto a lungo termine volto a rispondere ai bisogni di salute della popolazione locale, portando tecnologie mediche e competenze dove il bisogno è più sentito.
​Il successo di queste missioni sanitarie dipende dal supporto di donatori e volontari.
Insieme, possiamo fare in modo che nessuno debba vivere nel buio per una malattia curabile.

Sostieni World Medical Aid

 


 

 


 

 

 

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Gennaio 2026: la storia di Massimiliano ad Ayamè

Volontariato e sostegno ai bambini più fragili: sono queste le parole chiave che meglio raccontano l’esperienza che Massimiliano ha vissuto dal 7 al 21 gennaio 2026 presso l’orfanotrofio di Ayamè, in Costa d’Avorio, come volontario World Medical Aid.

Lasciamo che racconti con le sue parole.

Due settimane intense, fatte di sorrisi e relazioni profonde, che hanno trasformato un progetto di volontariato in un’esperienza capace di lasciarmi un segno indelebile nel cuore. L’orfanotrofio in cui ho fatto servizio accoglie circa 40 bambini. La struttura, semplice e funzionale, è organizzata in più spazi: un giardino con area giochi, una struttura centrale con stanze per i più piccoli e locali di servizio, un edificio dedicato ai bambini più grandi, con area ricreativa e dormitorio; una pagoda aperta, dove vengono serviti i pasti. Nonostante il contesto di un Paese in via di sviluppo, gli ambienti sono puliti e ordinati, i letti sistemati con cura, gli oggetti personali riposti con attenzione. Il mio compito è stato quello di affiancare il personale locale nelle attività quotidiane. 

L’équipe è composta da circa 30 persone, impegnate nella cura diretta ed anche nella cucina, nella lavanderia, nella pulizia e gestione della struttura. Un lavoro instancabile, guidato da Emilia, suora laica in Africa da oltre trent’anni, punto di riferimento per l’intera comunità.

La routine quotidiana serve a dare stabilità ai bambini: quelli tra i 4/5 e gli 11 anni frequentano la scuola a tempo pieno. L’istruzione è considerata uno strumento essenziale per costruire un futuro diverso. La domenica, i ragazzi più grandi partecipano autonomamente alle funzioni religiose. Un segno concreto di tolleranza religiosa e rispetto delle differenze. Tra i tanti volti incontrati, quello di Sara rimarrà per sempre nel mio cuore. Sara è una bambina affetta da palatoschisi e da una zoppia conseguente a un intervento all’anca che affronta ogni giornata con un sorriso disarmante. Non è definita dalla sua fragilità: è una leader naturale, seguita e amata dagli altri bambini. Nell’orfanotrofio le differenze non generano emarginazione, ma diventano occasione di solidarietà spontanea. Ed è proprio questo uno degli insegnamenti più potenti di questa esperienza di volontariato: i bambini, quando crescono in un ambiente sano, sanno accogliersi senza giudizio.

Scegliere un’esperienza di volontariato internazionale con World Medical Aid significa mettersi al servizio, ma anche lasciarsi trasformare. Ho trovato bambini curati, seguiti, nutriti e sereni. Ho trovato operatori presenti e amorevoli. Ho trovato una comunità che, pur nella semplicità, custodisce dignità e speranza. Questa missione mi ha insegnato che il vero aiuto non è fatto di gesti straordinari, ma di presenza costante, ascolto e responsabilità. Porto con me sorrisi, mani intrecciate, abbracci. E la certezza che tornerò ad Ayamè, per ritrovare quei bambini che mi hanno insegnato molto più di quanto io abbia potuto offrire loro.


 

 


 

 

 

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Febbraio 2026: la storia di Norma, dalla Sardegna ad Ayamè

Ci sono storie di solidarietà che nascono in silenzio, lontano dai riflettori, ma che riescono a cambiare la vita di molte persone.
Quella di Norma è una di queste.

Norma è una signora sarda con una grande passione per il cucito e negli ultimi anni ha deciso di trasformare questa passione in un gesto concreto di aiuto. Oggi, infatti, cuce vestiti per i bambini dell’orfanotrofio di Ayamé, in Costa d’Avorio, inviandoli attraverso l’associazione World Medical Aid.

Un impegno semplice, ma straordinario.

Solidarietà concreta: abiti fatti a mano per i bambini in Africa

Norma realizza ogni capo con cura e attenzione, pensando ai bambini che lo riceveranno. Non si tratta solo di vestiti, ma di un modo per trasmettere affetto, dignità e speranza.

Gli abiti vengono spediti all’orfanotrofio grazie alla rete solidale di World Medical Aid, che porta a termine missioni sanitarie, accanto a progetti educativi e umanitari in Africa. In contesti difficili come quello della Costa d’Avorio, anche un vestito nuovo può fare la differenza: aiuta i bambini a sentirsi accolti, valorizzati e parte di una comunità.

Norma non si definisce una volontaria, né una benefattrice. Quando le chiedono perché lo fa, risponde con semplicità: “Perché posso aiutare.”

La sua storia dimostra che la solidarietà non richiede grandi risorse. Basta mettere a disposizione ciò che si sa fare. Il suo esempio rappresenta una forma di volontariato accessibile a tutti: usare il proprio talento per aiutare chi è in difficoltà. Norma è colei che unisce la Sardegna ad Ayamé, portando calore, cura e vicinanza.

Questa storia è anche un invito per chi desidera fare la propria parte. Ognuno può contribuire con tempo, competenze o donazioni. Anche un gesto piccolo può diventare grande quando nasce dal cuore.


 

 


 

 

 

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Gennaio 2026: a Kenge, (Congo) un nuovo ambulatorio oftalmologico

Un nuovo ambulatorio oftalmologico è oggi realtà presso l’ospedale di Kenge, nella Repubblica Democratica del Congo. Un progetto che nasce dal desiderio di garantire a centinaia di persone il diritto fondamentale alla salute visiva, in un contesto in cui, fino a poco tempo fa, non esisteva alcun presidio dedicato alla cura degli occhi.

Fondamentale è stato il contributo della Fondazione Bietti, che ha fornito gran parte della strumentazione necessaria, insieme alla presenza costante della Dott.ssa Chiara Castellani, da oltre 40 anni missionaria italiana in Congo e autentico orgoglio nazionale.

Grazie alla collaborazione con World Medical Aid, questo spazio è ora pienamente funzionante e rappresenta un punto di riferimento per la comunità locale. L’ambulatorio è stato dedicato alla memoria dell’amico dottor Maurizio Terrana, oculista scomparso prematuramente nel 2021, e continua a vivere nel segno della sua professionalità e del suo impegno per i più fragili.

Un ringraziamento speciale va anche agli amici oculisti Sebastiano Pazzaglia, Paolo Capriati, Daniela Ciatto, Patrizia Vincenti, Antonella Pascarella, Paolo Terrana e a tutti coloro che, con il loro sostegno, hanno reso possibile la realizzazione di questo importante progetto.

Insieme continuiamo a portare cure, dignità e speranza, là dove ce n’è più bisogno. 💙

Ottica Berruti – Ottica a Roma dal 1958


 

 

 

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