Palestina

 PROGETTO BETLEMME

Contesto di riferimento

Betlemme è una cittadina situata all’interno dei Territori Palestinesi, separata da Gerusalemme dal muro costruito a partire dalla fine della Seconda Intifada. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, l’aumento dell’intensità del confronto ha costretto i palestinesi a confrontarsi con sfide sempre più dure: le incursioni dell’esercito israeliano, le ritorsioni mirate, le difficoltà di movimento, l’impossibilita di avere un lavoro in Israele, l’istituzione di nuovi posti di blocco, l’isolamento di intere città, e la costruzione del Muro di separazione tra Israele e i Territori. Tutte condizioni, queste, che hanno fortemente diminuito le disponibilità economiche della gente, rendendo le loro condizioni di vita molto dure e incerte. In questo contesto i bambini e gli anziani sono coloro i quali pagano il prezzo più alto. Crescendo in un ambiente in cui la violenza è la norma, i primi, specialmente se affetti da handicap, sono privati delle esigenze basilari della loro fanciullezza, i secondi, invece, a causa dell’assenza di un sistema previdenziale che garantisca loro una pensione, assistenza medica e supporto sociale, vivono in situazioni di solitudine e abbandono, che raramente vengono affrontate dalla società palestinese, nella quale la cultura della cura degli anziani non è pratica comune. Il quadro, già critico, peggiora in riferimento alle persone affette da disabilità. All’interno dei Territori Palestinesi, la città di Betlemme è terza per numero di persone diversamente abili, molte delle quali sono molto giovani, affette soprattutto da problemi mentali congeniti. Una delle cause principali di questi problemi è sicuramente l’alta percentuale di matrimoni tra consanguinei (ad esempio, fra cugini di primo o secondo grado). Per questa ragione, spesso all’interno di una stessa famiglia vi possono essere più soggetti affetti da svariate sindromi o malformazioni. I casi più frequenti riguardano paralisi cerebrali, con forti difficoltà motorie, forme più o meno gravi di spasticità, o affetti da sindrome di Down. Purtroppo, per le ragioni già citate, essi non hanno accesso a cure specializzate e puntuali, e spesso le loro famiglie non possono, o non vogliono, aiutarli e sostenerli. In una società in cui avere figli disabili viene considerato come un castigo in seguito a colpe dei membri delle famiglie d’origine, riconoscere l’handicap dei propri figli o parenti rappresenta un grande limite sociale. Per questo, capita che chi vive questa particolare situazione, spesso chiuda in casa il proprio figlio affetto da disabilità, costringendolo a vivere in isolamento, invisibile, nascosto dalla vista degli altri, oppure, incapace di fronteggiare la pressione sociale, lo abbandoni, per strada o in una casa d’accoglienza. In Palestina, quindi, i bambini disabili e affetti da malformazioni risultano doppiamente svantaggiati, oltre a vivere in un ambiente povero e caratterizzato da una situazione endemica di tensione, infatti, subiscono l’abbandono da parte delle famiglie che vedono nell’handicap un disonore. Alcuni, non sapendo come gestire la condizione di disabilità dei figli, preferiscono non tenerli con sé, altri, invece, pur accettandoli, non credono sia possibile migliorarne la condizione di disabilità iscrivendoli a scuole specifiche, adottando terapie mirate, e riservandogli cure attente, quindi si limitano a nutrirlo e a mantenerlo in vita.

Organizzazione

World Medical Aid è’ una associazione di volontariato , Il nostro impegno è quello di reperire fondi e materiali tecnologici, assistere economicamente le zone, le persone e le famiglie in patria, in Africa ed in altri paesi disagiati, fornendo opportunità globali e partnership che favoriscano un maggior senso di dignità e convivenza pacifica attraverso l’educazione , l’assistenza sanitaria globale , lo sviluppo sociale e comunitario, la tecnologia moderna e miglioramenti agricoli . Ma soprattutto prestare assistenza sanitaria nell’ambito dell’assistenza

Partner :

ATS-Associazione Pro Terra Sancta è l’associazione no profit (Ong-Onlus) a servizio della Custodia di Terra Santa, presente laddove risiedono i frati francescani in Medio Oriente, e ufficialmente riconosciuta dal Ministero Italiano degli Affari Esteri, con interventi finalizzati al sostegno e alla formazione delle comunità cristiane, a e di aiuto umanitario alle popolazioni in difficoltà. fondata sul metodo dell’incontro con l’altro, a prescindere da ogni appartenenza religiosa, condizione sociale e provenienza etnica.

Sintesi progettuale

L’obiettivo del progetto è aiutare l’Hogar Niño Dios, luogo di accoglienza e cura di bambini e di giovani disabili, ma anche e soprattutto un luogo di crescita e formazione personale. Il progetto si propone di dare aiuto al personale della struttura con l’invio di volontari di varie specialistiche. Sorta nel 2005 nelle vicinanze della Basilica della Natività, la Casa di Accoglienza Hogar Niño Dios è una struttura che ospita bambini e giovani donne in grave necessità, affetti da disabilità fisiche o mentali più o meno gravi, orfani o provenienti da famiglie non in grado di far fronte alla loro condizione. La casa, gestita da un piccolo gruppo di suore, ed oggi accoglie circa 29 ospititra bambini e ragazzi, sia maschi che femmine, musulmani e cristiani, provenienti dalla città di Betlemme e dalle zone limitrofe. La maggior parte degli ospiti sono residenti nella struttura, mentre una piccola parte di loro vi accede dopo pranzo per partecipare alle attività pomeridiane del centro. I bambini vengono portati all’Hogar direttamente dalle famiglie o da altri centri d’accoglienza che non possono tenerli perché non attrezzati a far fronte alle loro necessità. La terapia dei bambini comprende interventi settimanali di fisioterapia, idroterapia e musicoterapia. Da settembre 2015 è stata aperta una scuola all’interno della casa. Gli ospiti vengono seguiti da tre docenti specializzate e una suora incaricata che propongono loro attività scolastiche facilitate e calibrate per venire incontro alle esigenze di ciascuno.

Beneficiari :

Diretti

– i 29 ospiti della casa d’accoglienza;

– le famiglie;

– le suore che gestiscono la casa.

Indiretti 

-la comunità civile di Betlemme, BeitJala e BeitSahour.

Personale :

terapista occupazionale

ausiliario socio sanitario

altro

Mansioni :

Terapista occupazionale : lavoro specifico con i bambini

ausiliario socio sanitario : lavoro con i bambini per cio che concerne la somministrazione dei pasti, igiene, ecc

altro : riordino della casa, servizio mensa, cucina, giochi ed intrattenimento

dei bambini

durata della missione :

10 giorni

costi a carico del volontario :

( 2 volontari ogni missione)

200 € volo ( variabile in relazione al periodo ed al vettore)

150 € contributo per alloggio B/B ( con prima colazione autogestita)

90 € transfer da Tel Aviv a Betlemme A/R

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