17 – 28 aprile 2026: giovanissimi, energie in crescita e nuove possibilità: il racconto dalla Costa d’Avorio

17 – 28 aprile 2026: giovanissimi, energie in crescita e nuove possibilità: il racconto dalla Costa d’Avorio

Intervista al dottor Vincenzo Meschini responsabile del settore giovani per World Medical Aid

Ogni nuova missione in Africa aiuta a comprendere davvero l’impatto dei progetti sostenuti da World Medical Aid: in questa ottica, il dottor Vincenzo Meschini si è recato in Costa d’Avorio per visitare alcune realtà supportate da World Medical Aid: scuole, orfanatrofi e strutture educative che offrono occasioni concrete a bambini che vivono in contesti complessi. Attraverso le sue parole emerge un racconto fatto di sfide, ma anche di energia, dedizione e speranza.

Dottor Meschini, qual è stata la sua prima impressione tornando in Africa?

L’Africa è il continente più giovane del mondo. Ogni volta che vengo in Africa, mi disorienta gradevolmente vedere tanti bambini e ragazzi. Non credo di esagerare dicendo che c’è la gioventù del mondo. Ovviamente è una energia che va accompagnata e sostenuta. Un proverbio africano dice che i giovani hanno forza e vitalità, ma gli anziani conoscono la strada. Credo che il proverbio valga per tutti i continenti. Solo con la collaborazione si può migliorare il mondo.

Qual è il ruolo di World Medical Aid in questo contesto?

World Medical Aid, oltre a tanti interventi di supporto sanitario, cerca di sostenere una rete di scuole e orfanatrofi, per favorire la crescita e l’istruzione dei bambini di Ayamè, Ketesso e Bonoua.

Durante la sua visita, quali realtà ha avuto modo di conoscere?

Durante la mia permanenza ho visitato tre sedi da noi sostenute in Costa d’Avorio:

  1. la scuola primaria di Ketesso, che è una località molto interna e rurale, nel mezzo della foresta subequatoriale;
  2. la pouponnière (orfanatrofio) di Ayamé, che è un luogo di possibilità, dato che vengono accolti, già da lattanti, bambini abbandonati a causa di storie tragiche;
  3. la scuola per l’infanzia “Les Petites Fleurs” di Bonoua, che costituisce una importante occasione di studiare per bambini poverissimi.

Partiamo dalla scuola primaria di Ketesso: cosa ha visto lì?

La scuola di Ketesso, diretta da padre Cyril,, si trova in un territorio interno rurale molto vasto ed è un punto di riferimento anche per i centri di Apousso e Sobrè. La zona di Ketesso è sprovvista di servizi pubblici e per molti bambini la scuola è l’unica occasione di istruzione. Ad oggi, la scuola primaria accoglie circa 85 bambini. Tuttavia, padre Cyril mi racconta che molti altri non riescono a frequentare perché vivono troppo lontano, non hanno i mezzi economici per iscriversi, oppure perché devono restare a casa per aiutare le famiglie. Nonostante questo, la scuola rappresenta un punto di riferimento importante per la comunità locale. La struttura è frequentata anche da molte famiglie musulmane. Di fatto, questa diventa un luogo importante di integrazione e collaborazione. Padre Cyril fa notare quanto sia forte il desiderio di offrire ai bambini un’opportunità di educazione, crescita e futuro. Anche piccoli interventi, come la ristrutturazione del tetto, possono fare una grande differenza. Il tetto della scuola è stato ristrutturato all’inizio di quest’anno scolastico (anche grazie al contributo dei sostenitori di WMA), perché lo scorso anno era stato distrutto da un violento nubifragio.

Ci racconta invece della pouponnière di Ayamé?

La Pouponnière di Ayamé è gestita da suor Emilia, una presenza fondamentale per questa realtà. Suora laica italiana, Emilia vive qui da molti anni e ha dedicato la sua vita ai bambini più fragili, costruendo nel tempo una rete di servizi per accoglierli e proteggerli. La struttura ospita attualmente 49 bambini. Alcuni di loro vivono stabilmente qui, mentre altri vengono accolti temporaneamente da famiglie del posto, che li prendono con sé insieme ai propri figli, offrendo loro un ambiente più familiare e affettuoso. La pouponnière non serve solo un quartiere, ma è riconosciuta come una delle realtà più rilevanti dell’intera nazione. I bambini in stato di abbandono sono inviati dai servizi sociali di ogni parte del Paese, e la struttura collabora con loro per favorire le soluzioni di adozione. Le spese sono enormi. Nella struttura lavorano circa 30 persone, tutte con contratto regolare. È stata garantita la presenza contemporanea di donne e uomini, per assicurare una esperienza genitoriale ai bambini. L’economa della pouponnière ci ha fornito dati sulla spesa per il cibo: nel 2025 hanno sostenuto una spesa media mensile di circa 2.700 euro, di cui 1.000 solo per acquistare il latte per i lattanti. La spesa giornaliera, a parte il latte (acquistato in farmacia) viene fatta spesso nei mercati locali. I bambini che crescono nella pouponnière frequentano le scuole locali, per una spesa annua nell’anno scolastico 2024 di circa 1.800 euro per le rette.

Infine, la scuola “Les Petites Fleurs” di Bonoua: che realtà è?

La scuola dell’infanzia “Les Petites Fleurs” ha un forte legame con il quartiere Chateau di Bonoua. Chateau è un quartiere povero, con famiglie in condizioni precarie. La gente vive grazie a piccoli lavori di commercio e nelle officine; gran parte degli abitanti è immigrato dai Paesi interni, come Burkina Faso e Togo. Sono evidenti le carenze nel prendersi cura dei bambini, e la scuola rappresenta una delle poche occasioni per una crescita sana. È stata realizzata anche una mensa per i bambini (anche grazie al sostegno di World Medical Aid): per molti di loro è l’unica occasione di avere un pasto regolare. La scuola ha assunto un rilievo educativo nel quartiere, il che permetterà a World Medical Aid di continuare a sostenere i bambini, anche nel loro percorso futuro di scuola primaria. 

Che riflessione finale si sente di condividere dopo questa esperienza?

Queste realtà mostrano quanto sia fondamentale un lavoro continuo, concreto e condiviso. L’energia dei più giovani è evidente, ma ha bisogno di essere accompagnata. Ed è proprio in questa collaborazione, tra chi ha forza e chi ha esperienza, tra contesti diversi del mondo, che si costruiscono le possibilità di un futuro migliore.




Per informazioni su come partecipare o sostenere le future missioni, scrivere a info@worldmedicalaid.org

 

 

 


 

 


 

 

 

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Patrizia editor

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